martedì 9 febbraio 2021

Bacco News 2021 Cortona Doc


Grandi e curiose novità stanno bollendo nel nostro pentolone di idee, visto l'attuale problematica causata della pandemia in corso, che ci limita nella possibilità di organizzare viaggi enogastronomici a giro per il mondo, abbiamo deciso di andare a trovare vecchi e nuovi amici nelle cantine in Toscana, facendo delle brevi video interviste direttamente con i produttori, in modo tale da farvi scoprire comodamente da casa vostra, le nuove novità riguardanti il mondo del vino di quest'anno.
Idea accolta con molto entusiasmo da tutti i produttori che ci hanno accolto molto volentieri e con grande ospitalità, facendoci assaggiare tutte le novità prodotte ed in produzione.
Abbiamo deciso di iniziare il nostro ciclo di video interviste da Cortona, città visitata in luglio 2020, nel nostro ultimo viaggio organizzato con gli associati di Bacco per Bacco Italia, iniziando un viaggio a ritroso nella nostra fantastica regione e appena possibile anche oltre, per far rivivere a chi è già stato con noi e conoscere a tutti gli altri, il favoloso mondo del vino direttamente dal produttore.


Tre sono le cantine visitate in questo nostro tour di  video interviste, I Viti Winery che ci ha fatto degustare due grandi novità che a luglio non erano ancora pronte, come un magnifico Cabernet Franc, un vino di altissima qualità, ricco di profumi floreali, tannini vellutati e gradevole persistenza in bocca, mentre l'altro un Grechetto bianco, un vino a vendemmia tardiva, molto amabile dedicato all'abbinamento di formaggi e dessert, un’Azienda gestita da persone molto giovani di grande entusiasmo e passione per il loro lavoro, dove anche in tempo di crisi, hanno lavorato per creare novità per incentivare il loro lavoro ma soprattutto la loro grande passione. 



Eredi Trevisan, un Azienda dinamica dove dedicano esclusivamente la loro produzione al Syrah (prodotto di nicchia Cortonese), sia rosso che rosato, entrambi di alta qualità dove abbiamo avuto l'occasione di assaggiare l'ultima vendemmia non ancora in vendita ed una novità assoluta di quest'anno, un Vermouth rosso di altissima qualità, non solo buono per creare cocktail, ma ottimo come bevanda da degustare a fine pasto, senza esagerare visto che la gradazione alcolica raggiunge i 18°, anche quà abbiamo trovato tanta ospitalità ed oltre alla video intervista, abbiamo fatto un gradevole aperitivo a base di salame e Vermouth (veramente fantastico).


Il nostro tour si è concluso a Poggio Sorbello,  un'azienda che oltre a produrre vini di alta qualità e varietà come Syrah, Cabernet Sauvignon e Merlot, produce anche ottimi prodotti come cereali, legumi, farine, miele ed olio extravergine di oliva, un'azienda a conduzione familiare da generazioni, dedita al territorio ed i suoi favolosi prodotti, anche quà abbiamo trovato una grandissima ospitalità ed abbiamo degustato insieme i vini di questa favolosa Azienda, parlando e descrivendo tutto il grande lavoro che c'è dietro ad un grande prodotto come il vino e la cura del territorio, per preservare cultura e tradizioni di una Regione favolosa come la Toscana.


Un ringraziamento speciale a tutti i Proprietari di queste favolose Aziende, che ci hanno ospitato con grande accoglienza, serietà ed entusiasmo in questo nostro tour di video interviste, per dare l'opportunità ad associati e non, di poter conoscere piccole realtà di alta qualità produttiva, nella speranza di incontrarci nuovamente tutti insieme alzando i calici al cielo. 
Un inizio grandioso dove continueremo nel nostro viaggio alla scoperta di vecchi e nuovi amici in giro per la Toscana e speriamo al più presto anche oltre i suoi confini, buona visione a tutti ciao a presto.


     


  


  


 


Per rivedere tutte le video interviste della diretta Facebook, potete visualizzarle direttamente sulla pagina Facebook di "The Sounds of Wine".

sabato 30 gennaio 2021

Monsieur Champagne



Una Maison Francese storica, famosa in tutto il mondo per il suo ottimo e ripeto ottimo Champagne, ho avuto il piacere di degustare recentemente questo favoloso prodotto e le sensazioni che riusciamo a provare durante questa esperienza, sono veramente esaltanti ed uniche quasi indimenticabili.

La Maison nasce nel 1843, anno in cui il tedesco Joseph Krug, allora socio della celebre azienda Jacquesson, decide di staccarsi e fondare una propria azienda con l'obbiettivo di creare una propria linea di prodotti, sulla base di sue idee (rivoluzionarie per l'epoca), per creare uno Champagne unico al mondo.

Diede così inizio alla creazione di questo eccellente Champagne, dove ogni bottiglia è realizzata con uve provenienti da un appezzamento distinto e dotato di un carattere ben definito, decidendo di creare due linee differenti, i vini millesimati e cioè provenienti da un unica vendemmia e le cuvée, dove lo Chef de Cave (l'Enologo), dà il meglio di se per creare un prodotto unico e sempre eccellente anche se la vendemmia non è stata favorevole.

Uno dei punti cardinali dello Champagne delle grandi Maison a differenza della nostra produzione è proprio questa, creare sempre vini eccellenti e con quelle determinate caratteristiche a discapito della vendemmia, questo richiede molta esperienza e bravura da parte dell'enologo (Chef de Cave), nel saper selezionare e miscelare le giuste dosi (quasi come un Alchimista), dove possiamo trovare fino a 10 annate di vendemmie differenti, per creare di anno in anno una couvée impeccabile, mentre la nostra produzione è determinata dal successo della vendemmia, anche se con le nuove tecniche di vinificazione di oggi riusciamo sempre a creare ottimi vini, dando vita ogni anno a caratteristiche differenti, esaltando note e sentori sempre nuovi (questione di gusti).

Krug utilizza tutte le varietà di vitigno consentite per lo Champagne, Pinot Noir, Chardonnay e Pinot Meunier, sebbene per la Grande Couvée sia largamente prevalente lo Chardonnay, il Krug Clos du Mesnil è realizzado esclusivamente con Chardonnay in purezza, mentre il Krug Clos d'Ambonnay esclusivamente con Pinot Noir in purezza, entrambi provenienti da un unico vitigno.

Oggi la Maison Krug è alla sesta generazione ed è guidata da Oliver, ma la proprietà è del grande gruppo Louis Vuitton Moet Hennessy S.A. (LVMH), dove i suoi Champagne sono diventati un simbolo di qualità, lusso ed eleganza come il marchio che li rappresentano, nonostante tutto però i metodi produttivi sono rimasti fedeli alla produzione originale per garantirne l'eccellente qualità.


Naturalmente una Maison di eccellenza come Krug, non poteva non avere musicisti di fama internazionale che hanno composto musiche da abbinare appositamente con i loro Champagne, comunque vada anche io in qualità di Musicista/Sommelier, voglio dare il mio contributo per un abbinamento musicale unico ed esaltante.
Il brano musicale che ho scelto per questa degustazione sonora, è un aria tratta dall'opera Lakmé di Léo Delibes ", il duetto della soprano e mezzo soprano in un intreccio vocale ed inebriante equilibrio sonoro, vanno ad esaltare il grande bouquet floreale in ingresso nella bocca e nel naso, la grande spalla del corpo del vino è sorretta dalla profonda sonorità dei contrabbassi, mentre l'accentuata mineralità è caratterizzata dagli acuti delicati e pungenti della soprano, il perlage finissimo è solleticato dai leggeri e delicati pizzicati degli archi, il finale strumentale con le voci in lontananza sottolineano la lunga ed eccezionale persistenza.
Un esperienza che non può avere precedenti, questo abbinamento va ad esaltare ogni singola sensazione ed emozione sensoriale, in un turbine di piacere ed armonicità, una bottiglia riservata alle grandi occasioni per brindare ai piaceri ed ai successi della vita, buon ascolto e soprattutto buon Champagne.


martedì 12 gennaio 2021

Sua Maestà La Fiorentina


 Come dice un famoso detto Fiorentino, "sotto le quattro dita è carpaccio", la Bistecca il piatto tipico che rappresenta la Toscana in particolare modo Firenze dove è nata questa favolosa pietanza, per gli amanti della carne è il piatto per eccellenza più gustoso, ben cotto quasi sbruciacchiato all'esterno e rigorosamente al sangue dentro, il segreto nella buona riuscita di questo piatto stà nel taglio e di conseguenza nella qualità del prodotto,  nei tempi giusti della cottura esclusivamente fatta sulla brace, (in genere 5/8 minuti per lato e 10 minuti sull'osso) e condita con sale e pepe a fine cottura.
Partiamo nel descrivere il taglio della carne che è fondamentale: questo deve essere esclusivamente nella lombata e comprende l'osso, il filetto ed il controfiletto, una vera Bistecca alla Fiorentina è sempre di Manzo, (Vitellone per la precisione), possibilmente di provenienza Chianina e frollata per almeno cinque o sei giorni, la forma dell'osso deve rappresentare la classica forma di "T".

Secondo la tradizione, la nascita di questa specialità si deve alla Famiglia De' Medici che governavano  Firenze tra il XV e XVII secolo e che, in occasione dei tradizionali festeggiamenti del 10 Agosto in onore di San Lorenzo, usavano offrire al popolo fiorentino quarti di bue, che venivano arrostiti nelle maggiori piazze della città, fu proprio durante una di queste manifestazioni a metà del 1500 che ebbe origine il nome, grazie a dei nobili Inglesi presenti in piazza in mezzo al popolo, che si trovavano a Firenze (allora importante centro bancario, e capitale del Granducato di Toscana) per affari, conquistati dalla bontà della pietanza incominciarono a gridare entusiasti tra la folla "Beef Steak! Beef Steak!" (costata di manzo) per averne ancora e complimentarsi della squisitezza, i Fiorentini poi italianizzando la parola, la trasformarono il quella che oggi conosciamo tutti e cioè Bistecca.

Un grande piatto da gustare lentamente ed in compagnia, un tripudio di gusto e piacere, se non siete amanti della carne al sangue allora non potete assolutamente mangiare la vera Bistecca e se tentate di cuocerla molto per togliere il sangue, distruggerete completamente il sapore e la tenerezza di questa favolosa pietanza, sarebbe come voler mangiare il Sushi cotto, chiaramente non è Sushi.
Un mio spassionato consiglio è che se avete voglia di mangiare una buona bistecca, ordinate solo quella e non altre cose come primi piatti elaborati, perchè i carboidrati della pasta si associano male alla grande consistenza della Bistecca e rischiate di non gustarla a pieno, o addirittura di non farcela a finirla e sarebbe un vero sacrilegio, vi consiglio magari di ordinare un antipasto di affettati misti, che lega molto bene a livello di sapori e secondo me, stimola molto l'appetito in attesa della portata principale.


Il Vino chiaramente non può mancare, altrimenti come diciamo qui in Toscana, "Godi solo a metà", consiglio vini di grande importanza e tannini molto presenti, come Chianti Classico, Amarone, Sagrantino, vini di grande gusto con qualche anno alle spalle di affinamento e tannini pronti a ripulire la bocca dagli eccessi di grasso.
Rock and Roll puro per la nostra bocca, qui se dovessi associare qualche tipo di musica sicuramente cadrei su Band come, AC/DC, Creedence Clearwater Revival, Led Zeppeling, The Who, Guns N' Roses ecc... musiche dove ritmo e forti intensità sonore, vanno ad esaltare al massimo tutti i forti sentori all'interno della nostra bocca.
Questo è un piatto che almeno una volta al mese non può mancare nel mio menù, se decidete di cucinarlo a casa vostra vi consiglio di acquistare il prodotto solo in macellerie fidate e certificate, ma soprattutto di avere un buon braciere dove cuocerla a tutta fiamma, in conclusione buona Bistecca a tutti quanti, ottimo Vino e Rock and Roll!!!!!

lunedì 28 dicembre 2020

Un Brindisi alla Rinascita



Finalmente sono arrivate le feste, anche se con molte limitazioni cercheremo di finire questo tragico Anno, sotto ogni punto di vista, nel migliore delle nostre possibilità, cercando di essere positivi per il 2021 e sperando che con l’arrivo del vaccino in tutto il Mondo, questa brutta situazione possa cambiare e soprattutto finire per sempre.
Io personalmente mi sono preposto molti nuovi obbiettivi, sia lavorativi nel mio settore Musicale, che in quello ludico del Vino, cercando di proporre per il prossimo anno, eventi musicali legati alle Degustazioni Sonore ed anche nuovi concerti con un repertorio musicale completamente nuovo, composto e maturato durante questo lungo lockdown, sperando che tutto possa ritornare alla normalità il prima possibile.
Come potete vedere nella foto qui sopra, ho deciso di brindare all’anno nuovo, ordinando direttamente dalla Francia, dei favolosi Champagne del Vigneron Jacques Defrance, una selezione di Pinot Noir in purezza, sia bianchi che rosè e blend tradizionali veramente eccezionali, per rendere frizzante il nuovo anno in arrivo e rendere meno amaro quello uscente.
Anche per il nuovo anno ho fatto una buona scorta di vini provenienti dalle zone vinicole più importanti della Spagna, una selezione di vini bianchi, rosati e rossi veramente unica per ogni gusto e tendenza, un buon proposito per brindare ai successi e gli eventi eccezionali della nostra vita, perché come dico sempre io, la vita è troppo breve per bere vini pessimi, chiaramente in cantina non mancano selezioni di vini italiani veramente eccezionali, pronti per essere aperti subito ed alcuni in affinamento per essere degustati tra qualche anno dove esprimeranno la loro massima potenza, non dimentichiamo mai che come produttori di vini in Italia siamo al top per diversità e qualità in tutto il mondo, quindi con questa mia breve parafrasi, voglio augurare a tutti quanti un nuovo anno veramente speciale e ricco di nuove idee, emozioni, viaggi e condivisione, tutto questo è in mano alla nostra saggezza e consapevolezza, perché la nostra vera ricchezza è nella socialità e condivisione, un abbraccio a tutti gli amici ed i follower di Bacco per Bacco Italia e The Sounds of Wine, nella speranza di rincontrarci il prima possibile in uno dei nostri bellissimi eventi, potendo condividere insieme ed in piena libertà, nuove entusiasmanti esperienze di vita quotidiana.



Sempre in alto i calici, ciao a tutti e buona Vita!!!


mercoledì 9 dicembre 2020

Dolci Lacrime da Versare


Come vi ho già anticipato dal titolo del Post, queste sono lacrime che verso volentieri, lacrime di vero piacere, avvolgenti, calde e corpose dove ogni sorso ispira il successivo, un vino avvolgente e molto vinoso, dove spiccano profumi di rosa, viola e sottobosco, di una grande rotondità ed un retrogusto quasi dolce di grande persistenza in bocca.
Questo splendido vino nasce e prende il nome da uno dei borghi più belli d’Italia, Morro d’Alba, una piccola cittadina situata a 10 km dal Mare Adriatico, su una delle creste collinari tra Senigallia e Jesi nelle Marche, qui l’antico castello (in passato sede di Federico il Barbarossa), sovrasta e domina il fertile e bellissimo territorio circostante.
Un antico borgo (risalente all’anno 1000) dove storia, cultura, musica ed enogastronomia ne fanno da padrona, oltre al bellissimo centro storico ed il castello, ci sono due originali curiosità che la distinguono, una è il museo “Utensilia” situato nei sotterranei del castello, dove in otto sale sono raccolti oggetti da lavoro tradizionali della cultura contadina mezzadrile (aratri, telai, vagli, carri, botti, scale, falci, torchi ecc.), testimoni dell’autosufficienza della civiltà contadina di quell’epoca, l’altra curiosità è nel mese di maggio quando vengono celebrati i canti e la musica del “Cantamaggio”, qui il risveglio della Primavera è affidato alla gioia di vivere e di sperare, attraverso una serie di canti e musiche bene augurali, dove canti contadini, suoni di fisarmoniche, organetti, chitarre e cembali, invadono tutto il borgo in una grande festa.
Una carta d’identità veramente entusiasmante, dove tutto è gioia di vivere e passione per le tradizioni e la cultura di un territorio veramente eccezionale, musica e vino qua vivono in simbiosi e tutto questo come ben saprete, a me piace moltissimo.

       (Museo Utensilia)

       (Musici durante Cantamaggio)

Il Vino che ho scelto per l’abbinamento musicale, è prodotto dalla Cantina di “Umani Ronchi”, un’Azienda storica di proprietà della famiglia Bianchi-Bernetti, che pian piano dal 1957 si è evoluta ed ingrandita fino ad oggi, con ben 210 ettari di superficie vitata e 10 diverse tipologie di vigneti distribuiti lungo la costa dell’Adriatico per 185 km di filari, da Serra dei Conti nelle Marche, a Roseto degli Abruzzi, producendo vini artigianali di alta qualità in metodo biologico e lavorando in modo sostenibile con l’ambiente, vincitrice di numerosi premi a livello internazionale e considerata da Wine Spectator una tra le 34 migliori Cantine d’Italia.
Un’Azienda che nel tempo ha investito nel proprio territorio e rinnovato dagli anni 70 in poi l’85% delle vecchie viti, recuperando e valorizzando vitigni autoctoni come il Pecorino e il Lacrima di Morro d’Alba, oggi è presente in oltre 60 paesi in tutti i continenti, dimostrando al Mondo intero che si può essere artigiani e fare buoni vini, anche quando si muovono grandi numeri.
Tre sono le cantine di proprietà per tre territori diversi, collocate nei territori di Castelli di Jesi, Conerò e Abruzzo, ognuna di essa con la sua storia e la sua specifica vocazione, La Cantina di Osimo (la più grande destinata ai vini rossi), per quanto riguarda la vinificazione del Montepulciano e gli altri vitigni a bacca rossa, La Cantina di Castelbellino, dove viene vinificato il Verdicchio e La cantina di Montipagano, dove vengono esclusivamente vinificati i vini rossi che nascono dalle uve di Montepulciano d’Abruzzo.
Il brano musicale che ho scelto per l’abbinamento a questo favoloso vino è uno standard jazz interpretato dal famoso contrabbassista Ron Carter “Someday My Prince Will Come”, il brano è caratterizzato da una linea melodica forte ed insolita data dal contrabbasso come strumento principale, molto morbido e rotondo come i tannini del vino, la struttura armonica nel suo bellissimo ritmo 3/4 esaltano le forti note fruttate di lampone, ribes, ciliegia e prugna, il solo di pianoforte sottolinea la gradevole freschezza e la facilità di beva, mentre il finale con in sottofondo i campanellini dell’introduzione, ci lascia in bocca una gradevole e lunga persistenza.
Un’esperienza magica e piena di energia positiva, in un abbinamento musicale veramente gradevole, da degustare quando e dove volete, gustose lacrime di felicità in un connubio armonico veramente esaltante.


mercoledì 25 novembre 2020

Le Nuove Tendenze del Vino


Ecco un interessante articolo tratto da: La Repubblica.it  di Alessandra Favaro del 13 Novembre 2019, in cui spiega le nuove 10 tendenze che stanno rivoluzionando il settore del mondo vinicolo, secondo il parere degli esperti interpellati da Vitavigor,
Buona lettura.


 Dal vino vegano al ritorno dei rosati, dal debutto degli orange wine e del vino alla cannabis, fino ad arrivare al fenomeno sempre più diffuso del “Bring Your Own Bottle”. Sono alcune delle 10 tendenze a livello internazionale che gli esperti interpellati da Vitavigor hanno individuato nel mondo vinicolo, sempre più amato dai millennial.

 
Il vino resta tra le bevande più amate, anche dai millennial.  In Italia lo beve almeno una volta all’anno il 54,1% delle persone e tutti i giorni il 18,2% (dati Istat); i consumi negli ultimi 5 anni sono aumentati dell’8% secondo l’International organisation of wine and wine. Una passione che conquista anche i millennial, che preferiscono vini e liquori alla birra, ribaltando il trend degli anni Novanta, secondo un’indagine di Beer Marketer.
 
Ma quali sono le principali tendenze nel settore vinicolo? E quali fenomeni può produrre in settori commerciali correlati? Se ne è occupata una ricerca commissionata da Vitavigor, storico marchio di grissini a Milano, a Espresso Communication, che ha coinvolto un panel di 40 esperti del settore, tra sommelier e wine blogger. Il risultato potrà supportare il brand a ideare prodotti ad hoc per rispondere alle esigenze di mercato.

I Trend

Il primato spetta ai vini vegani, come sottolineato anche da una ricerca su Forbes, e al mercato dei vini organici, che secondo un’indagine condotta da Reuters crescerà del 14% entro il 2022. Tra le tendenze più curiose figurano anche quelle dei vini all’infuso di cannabis per via delle numerose proprietà benefiche e quella della BYOB, “Bring Your Own Bottle”, ovvero l’usanza portare direttamente da casa la propria bottiglia di vino al ristorante, segnalata da una ricerca britannica pubblicata sul Telegraph, e dei vini a basso contenuto alcolico. La passione per il vino dilaga anche sui social dove sono oltre 51 milioni i post dedicati e oltre 7 milioni i post con l’hashtag #winelover. Spazio anche al ritorno in auge dei vini rosati e al debutto dei vini arancioni.
 
“Il BYOB è un sistema molto diffuso in tanti mercati internazionali. Il consumatore porta la sua bottiglia al ristorante che gli mette a disposizione il servizio professionale, i giusti calici ed anche dei piatti abbinati – afferma Roberto Anesi, eletto miglior sommelier d’Italia nel 2017 e Professionista dell’Anno 2019 – Generalmente si pagano dei "cork fee" per la stappatura che in certi casi possono arrivare addirittura oltre i €150. Per motivi salutistici e per le leggi sull’alcool, invece, il consumatore pone molta più attenzione rispetto al passato al quantitativo di alcol presente nei vini, di conseguenza sempre più produttori si stanno adeguando al trend dei LOW ABV wines”.
 
Anche le star di Hollywood si sono lasciate contagiare dalla “wine mania”: dal musicista premio Oscar John Legend, che ha realizzato una linea di vini personalizzata dal nome Lve (Legend Vineyard Exclusive) a Drew Barrymore, che ha stretto una partnership con la Carmel Road Winery in California per lanciare il suo Pinot grigio, fino ad arrivare a Brad Pitt e Angelina Jolie, fondatori di Miraval, vigneto in Provenza dal valore di 60 milioni di dollari, a Francis Ford Coppola, che ha deciso di mettere i suoi pregiati vini della Diamond Collection in lattina. Tendenza segnalata da una ricerca americana pubblicata su Business Insider secondo cui il 28% dei millennial preferirebbe bere del vino in lattina sul divano di casa per questioni economiche e di praticità. Secondo una ricerca della Cnbc quello del canned wine rappresenta un business da 45 milioni di dollari.
 
A segnalare il trend dei vini vegani è invece Eleonora Galimberti, esperta wine consultant per buyer, appassionati e collezionisti da tutto il mondo: “Tra le tendenze del vino sta prendendo sempre più campo la filosofia vegana. Da non confondere con il bio, il vino ‘vegan’ è prodotto senza interazioni di derivazione animale, sia in vigneto che in cantina, certificato e controllato. Il mercato alimentare testimonia che il segmento è sempre più in espansione, sia in termini di esistenza che di grandi brand”.
Infine secondo Chiara Bassi, sommelier e wine blogger di Perlage Suite, il 2019 è l’anno del ritorno in auge dei vini rosati: “Se da un lato rimangono nettamente meno consumati dei più tradizionali vini bianchi e rossi, si stanno ritagliando una fetta sempre più importante nel settore ho.re.ca. e per questo non sono da trascurare. In estate, quando è più difficile scegliere i vini rossi, è impossibile resistere alla loro freschezza, mentre nel resto dell’anno convincono per la loro grande bevibilità e la facilità con cui si accompagnano a piatti, aperitivi e dessert”.
 
Secondo Chiara Bassi, sommelier e wine blogger di Perlage Suite, il 2019 è l’anno del ritorno dei vini rosati: “Se da un lato rimangono nettamente meno consumati dei più tradizionali vini bianchi e rossi, questi vini si stanno ritagliando una fetta sempre più importante nel settore ho.re.ca. da non trascurare. In estate, quando è più difficile scegliere i vini rossi, è impossibile resistere alla loro freschezza, mentre nel resto dell’anno convincono per la loro grande bevibilità e la facilità di abbinamento”


 Ecco infine la top 10 delle tendenze nei vini che contraddistingueranno i prossimi mesi autunnali e invernali:  
 
 
1.         Vini vegani: bevande prodotte senza interazioni di derivazione animale, certificate e controllate da SGS.
2.         Vini rosati: bevande mediterranee per eccellenza, prodotte da uva rosse e vinificate con un contatto di qualche ora delle bucce con il mosto.
3.         Vini low ABV: vini con un grado alcolico compreso tra i 6 e gli 8,5, fortemente preferiti dai giovanissimi.
4.         Vini organici: ottenuti da uva coltivate senza l’uso di prodotti chimici sintetici o artificiali, e conformi ai principi dell’agricoltura biologica.
5.         Bring Your Own Bottle: è in crescita la tendenza di portare da casa la propria bottiglia di vino al ristorante, avvalendosi del servizio di un sommelier esperto.
6.         Vini alla cannabis: prodotti con cannabis organica e uva fermentate in maniera biodinamica, sono richiesti per le proprietà benefiche.
7.         Vini in lattina: il mercato del canned wine è sempre più in voga per via della sua praticità d’uso e portabilità.
8.         Riesling: prodotto in Germania, si tratta di uno dei vini bianchi più raffinati al mondo, considerato il più ricercato dagli appassionati per via del suo aroma unico.
9.         Vini arancioni: bevande prodotte attraverso la fermentazione di uve bianche con le loro parti solide, ovvero pelle e graspi.
10.       Cabernet Franc: è il vino fruttato francese per eccellenza, contraddistinto per un mix di aromi che vanno dalla frutta alle spezie, oltre a mantenere la sua freschezza e mineralità.
 
Cibo e nuove tendenze del vino: gli abbinamenti 

Gli abbinamenti food più richiesti? Carni rosse, grissini, salumi, pesce alla griglia e verdure in pinzimonio.
 
“Il vino è una bevanda storica che continua a riscuotere grande successo tra adulti e giovani, adatto per un pranzo in famiglia o una cena con amici – afferma Federica Bigiogera, marketing manager di Vitavigor – Per gustarlo al meglio, in linea con i trend del momento, abbiamo creato gli HappyVi, dei mini snack perfetti per accompagnare i principali vini di tendenza.  Il loro formato “mini” è l’ideale da intingere in creme o patè. Per gli amanti del Prosecco, invece, il mio consiglio è di abbinarli al Parmigiano Reggiano”.
 
Per quanto riguarda il vino vegan, la wine consultant Eleonora Galimberti suggerisce anche il grissino classico: “che richiama freschezza, leggerezza, mineralità, equilibrio di aromi e sapori, ma soprattutto persistenza”.
 
Per Chiara Bassi, i rosati stanno tornando in auge anche proprio grazie alla facilità di abbinamento
con cui accompagnano antipasti e primi piatti, ma anche secondi di pesce, pasticceria secca o dessert al cioccolato. La coppia da provare? “Pancetta cotta leggermente affumicata avvolta su grissini salati, con con un bicchiere di vino rosato salentino da uve primitivo”.


Alcune di queste tendenze preannunciate un’anno fa si sono sicuramente avverate, come l’aumento del consumo e della produzione dei vini rosati che stanno conquistando un’importate fetta del mercato mondiale, anche la tendenza alla produzione di vini biologici ed organici è sicuramente aumentata, mentre altre meno a causa anche dell’emergenza sanitaria in corso, sicuramente il futuro del vino è in continua espansione e chi lo sa, forse nasceranno altre idee interessanti da poter sviluppare in futuro, noi le attenderemo con grande interesse e nel frattempo cin cin a tutti quanti!!!

venerdì 13 novembre 2020

I Castelli di Jesi ed il suo Verdicchio


Il Verdiccio è un vitigno a bacca bianca coltivato quasi esclusivamente nelle Marche, diciamo che è un vino molto eclettico e viene prodotto generalmente in purezza, sia per vini freschi di pronta beva, che per vini più strutturati con capacità di invecchiamento, viene anche utilizzato per produrre spumanti (sia in metodo classico che Charmat) e vini passiti.
Il nome Verdicchio deriva dal colore dell’acino, che mantiene forti sfumature di verde anche in piena maturazione, il vitigno è un autoctono delle Marche e le sue origini risalgono fino al XVI secolo, il Verdicchio dei Castelli di Jesi, si distingue molto facilmente per la sua bottiglia esclusiva e molto particolare a forma di anfora, questa fu disegnata negli anni 50 dall’Architetto Maiocchi, per valorizzare oltre al vino anche la sinuosità e la bellezza della Regione Marche.
Una Regione veramente molto bella e caratteristica, con una grande cultura Enogastronomica, dove hanno vissuto Artisti e Studiosi di fama internazionale come:  Raffaello Sanzio, uno dei maggiori pittori del Rinascimento, Giocchino Rossini e Giovanni Battista Pergolesi, musicisti e compositori di grande fama internazionale, Giacomo Leopardi, uno dei più grandi poeti dell’Ottocento italiano, Maria Montessori, nota per il suo rivoluzionario metodo didattico e molti altri ancora.
Maestose e ben conservate sono le mura che circondano la città di Jesi, infatti L’Unesco ha dichiarato Jesi Città Esemplare, grazie alla grande capacità dimostrata nel preservare l’importante patrimonio architettonico, artistico e culturale, mentre nei dintorni di Jesi si trovano graziosissimi borghi, presso cui sono situati i bellissimi Castelli, come il borgo di Cingoli e Apiro.
Il Verdicchio in questione è prodotto dalla Cantina Moncaro, una Società Cooperativa fondata nel 1964 a Montecarotto (Ancona) da cui prende il nome, una delle prime nella zona a sperimentare la coltivazione biologica secondo le direttive CEE, diventata poi negli anni sempre più grande grazie all’acquisizione di altre Cantine come: Cantina del Conero (1995), oggi con il nome Terre Cortesi e la Cantina Acquaviva Picena (1999).
Nel 2000 riceve i primi “Tre Bicchieri” del Gambero Rosso e successivamente nel 2003 Il Verdicchio Passito, vince il Trophy all’International Wine Challenge di Londra, considerato il campionato mondiale dei vini, anche il Verdicchio dei Castelli di Jesi nel 2010 e 2011 vince tre prestigiosi premi a livello mondiale, nell’International Wine & Spirit Competition a Londra e il Decanter World Wine Awards.


Il brano che ho scelto per l’abbinamento musicale, è una canzone di Phil Collins “I Wish It Would Rain Down”, uno dei suoi maggiori successi in collaborazione con Eric Clapton alla chitarra, introduzione molto intensa data dalla batteria e l’improvvisazione della chitarra elettrica, che fin da subito sottolinea le note fruttate aggrumate come il pompelmo, i cori vocali di sottofondo sempre presenti in tutto il pezzo, esaltano il corpo del vino rotondo ed armonico, mentre la voce solista del cantante enfatizza con i suoi acuti graffiati, gradevoli sensazioni in bocca di freschezza, date dalle note minerali ed acide del vino sempre in un giusto equilibrio tra loro, mentre la chitarra elettrica in contrappunto con il cantante, fa emergere dal fondo note amarognole di biancospino, acacia e sambuco, il finale vocalizzato dal coro in un lungo diminuendo dinamico, esalta una giusta ed equilibrata sensazione di persistenza in bocca.
Un vino da gustare insieme a piatti molto aromatici come un tagliolino al tartufo per esempio, o in un delicatissimo carpaccio di manzo sempre condito con tartufo e parmigiano, mentre in un abbinamento musicale come questo, consiglio di degustarlo in una bella giornata di sole fuori all’aperto magari in ottima compagnia.

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